Loving an Angel:Il Diario di Safira!

❥ Le origini di “Loving an Angel: Il Diario di Safira” ❥

Buongiornooo, sognatori! 

Perdonate la mia assenza ma avevo il cosiddetto “blocco dello scrittore” sul blog!
Ora, però, sono tornata, più carica di prima! 

L’articolo di oggi tocca uno degli argomenti che ho più a cuore e che mi fa immensamente piacere condividere con voi ❤ 

Ogni volta che ci ripenso, avverto il battito accelerare fortemente e mi ritrovo nella mia vecchia casa, immersa nei sogni di una freddissima notte d’inverno, dell’ormai lontano 2006. Non ne ero cosciente, allora, ma stavo proprio sognando quello che sarebbe diventato l’avvenimento centrale ed il più importante del romanzo stesso: l’incontro tra Gabriele e Safira.  Il contatto fra creature di due mondi così simili eppur diversi al contempo. La vera svolta che lascerà un profondo segno non soltanto nei protagonisti, ma in tutte le creature, umane e celesti.

Nel sogno, non mi trovavo in un altro luogo, in un bosco o in un altro mondo…
Ero nella mia realtà, nell’inverno di quello stesso anno e, tutta bella imbacuccata, stavo uscendo di casa, pronta ad incontrare le mie amiche di scuola. 
Ricordo ancora il cielo bianco che prometteva neve ed un freddo agghiacciante che filtrava da ogni angolo del vicoletto in cui si nascondeva casa mia…

Improvvisamente, però, qualcosa non andò per il verso giusto. Decisamente.
Senza capire bene come, mi ritrovai a terra, immersa in un dolore pulsante alla nuca.
Avevo la testa poggiata sullo scalino in marmo, situato ai piedi del portone, e voltandomi lentamente, lo notai invaso da un liquido denso e giallastro, simile ad olio.
Ero a dir poco sconvolta e a malapena riuscivo a muovere le braccia per capire quanto fosse profonda la ferita. Non avevo idea di chi mi avesse fatto uno scherzo di quel genere, del perché potessero avercela con me e il panico prese il sopravvento non appena compresi di non essere in grado di emettere alcun fiato, o fare altri movimenti.
Non potevo alzarmi, afferrare il cellulare e chiedere aiuto, essendo sola in casa.
Ero letteralmente paralizzata e talmente mi sembrava viva e reale la sensazione, che subentra ancora il terrore soltanto a pensarci.

E così, sola e distesa su quei freddi sampietrini della piazzetta che tante volte avevo attraversato, lasciando casa, osservavo il cielo percependo sempre più freddo e le forze abbandonarmi. Persi i sensi, invasa dallo sconforto, e mi lasciai andare ad un’oscurità dalla quale, ben presto, mi distaccai, come ad essere uscita dal corpo stesso.
Ero al di là di me stessa e, pur non potendo aiutare la “Irene” in pericolo, potevo osservare quanto le accadeva intorno…

Dal cielo un insolito punto nero si fece avanti, divenendo sempre più grande nel discendere, fino a rivelarsi un vortice oscuro dal quale una sagoma, completamente accompagnata dal colore nero dalla testa ai piedi, rimase inginocchiata di fronte a me e al mio corpo.
Meravigliose ali corvine, dai riflessi argentei, si distesero dalla strana figura, e nell’innalzare lo sguardo, mi ritrovai di fronte un bellissimo ragazzo dagli splendenti occhi azzurri che mi lasciarono senza fiato. Lo vidi osservare la me distesa, afferrarla tra le braccia e cullarla, dopo averle sfiorato la nuca, rilasciando una fievole irradiazione sulla ferita. Ed io percepii la sensazione di ricongiungermi a lei… a me, mentre il calore che si era diffuso nel corpo mi fece venir voglia di appisolarmi in quel saldo abbraccio.
Era così dolce e rassicurante…

Mai, mai avrei pensato di essere risvegliata da un lieve bacio, appena assaporato, dopo aver udito il mio nome in un sussurro.
Non ero innamorata in quel periodo, se non dell’idea dell’amore, e potrei dire che sia proprio colpa di Gabriele se negli anni mi sono creata determinate aspettative nei confronti dei ragazzi xD

Tornando al sogno, il bacio mi aveva davvero sconvolta e lusingata.
E sapevo che lui fosse un angelo, ma non mi domandai perché avesse le ali nere.
Sveglia e ancora tra le sue braccia, sorrisi e mi addentrai alla scoperta del suo nome…
Mi diede due opzioni sbagliate, mi sembra fossero Matteo e Luca, ed ovviamente anche Gabriele, nome che si addiceva al suo essere, e d
opo aver indovinato, mi sorrise a sua volta, rivelando chi fosse: il mio Angelo Custode.

Dire di essere rimasta spiazzata è un eufemismo xD
Il panico si impadronì di me, ma Gabriele, invece di lasciarmi andare, mi strinse maggiormente a sé. Percepivo le sue dita avvolgersi attorno alle mie spalle, mentre lo osservavo (sicuramente con una faccia da ebete xD), avvertendo stupore ed incredulità allo stesso tempo, finché il sogno terminò con la sua figura impressa nella mia mente, segnandomi per sempre.

Tornare nella mia stanza, cullata dal bel piumone mentre la sveglia trillava l’ora di alzarsi, non fu tanto piacevole. Sembravo una matta, mi guardavo attorno con circospezione, temendo di vederlo comparire da un momento all’altro e forse non ci crederete ma, a terra, proprio ai piedi del letto, trovai una piccola piuma nera.
Non so dirvi se fosse già lì, cosa molto probabile ed ancora più probabile è la possibilità che sia fuoriuscita dal piumone, abbastanza vecchio e consumato dai lavaggi; fatto sta che l’aver trovato quella piuma condizionò e suggestionò i miei pensieri, davvero tanto.

Ogni dettaglio di quella mattina rimandava a lui, persino lo smalto nero che ero solita portare, e lungo la strada verso la fermata dell’autobus, che mi avrebbe accompagnata al liceo che frequentavo, vidi un merlo su di un albero che sembrò fissarmi, inculcandomi l’idea che quel sogno non fosse soltanto un sogno.
Lui poteva esistere davvero, Gabriele poteva essere reale.

E col mio romanzo, raccontando di lui e del destino che gli aveva donato quelle ali nere, l’ho aiutato a vivere, ad amare, a camminare sulla nostra Terra, scrivendo la storia che, man mano, lui stesso mi aveva permesso di vedere attraverso la mente, come se, a me di fronte, l’avesse raccontata, guardandomi negli occhi.

Un sogno che è più di questo, una storia all’apparenza fantastica che racchiude in sé una realtà e messaggi che vi invito a notare durante la lettura.
C’è ancora tanto da scoprire del mondo da cui provengono Gabriele e le Creature Celesti ed io, permettendovi di avvicinarvi a me, alle origini del mio romanzo e del coraggioso Angelo Nero, spero riusciate a leggere quanto scritto con un’ottica diversa.
Non solo fantastica ma umana. 
Più umana del mondo che, oggi, ci circonda e del quale dobbiamo prenderci cura.

Grazie per aver letto questo articolo, per aver scoperto una parte così profonda di me che a ben pochi ho rivelato, e grazie se darete una speranza a questo primo volume che, con passione e dedizione, ho realizzato, tenendo un legame anche con la prima stesura nata dopo il meraviglioso sogno…

Spero di non avervi spaventata e se inizierete a considerarmi matta, beh vi rispondo così, a mo’ di Cappellaio Matto: “Tutti i migliori sono matti”.
Muahahah

Se volete saperne di più sul romanzo, sul blog stesso trovate un articolo legato al suo inizio, oppure potete trovarlo su Amazon, sia in versione cartacea che eBook!
Ecco a voi il link: http://amzn.to/2jWA5Nk 
Spero passerete a dare un’occhiata, e se avrete intenzione di leggerlo, aspetterò pareri, anche su Amazon se vi andrà di aiutarne la visibilità!

Un abbraccio forte forte a tutti

Nena 

(Ringrazio ancora “La pagina dello Scrittore” per le due bellissime immagini realizzate! ❤ Una splendida pagina con due admin dolcissime che dovete seguire su Facebook! <3)

 

IMG_5702

 

IMG_5644

 

Ed ecco la copertina del romanzo!
Per la quale ringrazio ancora la mia dolcissima amica Roberta, del blog
A Cup Of Tea And A Good Book! ❤
Seguitela!

Copertina LaA

 

 

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2 risposte a "❥ Le origini di “Loving an Angel: Il Diario di Safira” ❥"

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